Alla scoperta di Tuum

Barsaloi ci ha accolto venerdì sera con una fantastica luna piena che illuminava il bush, sembrava quasi fosse giorno, e “el incanto”, la guesthouse della missione, vero fiore all’occhiello dei missionari colombiani, in alcuni frangenti mi è sembrata davvero il paradiso, tanta la stanchezza e il bisogno di un luogo accogliente dove riposare… ma Bella (questo il nome che è stato scelto per la nostra cucciolotta) era spaventata dal lungo e tormentato viaggio, e dal posto che non conosceva, quindi prima di poter dormire mi sono dedicato un po’ a lei, convincendo chi gestiva la casa a farla dormire all’interno della casa… Sabato mattina, alzandomi già sapevo che mi aspettava ancora una bella fetta di viaggio, ne ero consapevole, ma un po’ il fantastico panorama sulla RIFT VALLEY, un po’ la consapevolezza di viaggiare di giorno, e soprattutto avendo il privilegio di poter sedere di fianco al guidatore e non nel cassone di dietro, mi confortava non poco…
E così, dopo una ricca colazione, alle 9, ci siamo rimessi in strada.
Bella sempre appiccicata a me, sulle mie gambe, e io che scorgo la strada per scoprire nuovi paesaggi, ala ricerca magari di qualche animale caratteristico da fotografare… Le 3 ore di viaggio (101 km per l’esattezza) che ci separano dalla “terra promessa” così passano un po’ più velocemente, e verso mezzogiorno vedo finalmente il monte Nyiro, ai cui piedi c’è questa piccola comunità, raggiungibile solo con mezzi privati.

Sono circa 2000 persone, la missione, con un solo prete, e le suore che si prendono cura della nursery, una primary school e poco altro.
La missione è molto grande, qui l’unica cosa che proprio non manca è lo spazio, ma è abbastanza decadente… costruita 25 anni fa, di manutenzione, specie per quanto riguarda gli edifici “abitativi”, ne ha vista ben poca… nell’edificio principale, dove c’è la sala da pranzo, due camere da letto riservate ai Preti, la cucina e un ripostiglio, manca quasi completamente il solaio, che sembra marcito nel tempo, e alzando gli occhi al cielo si vedono le travi e la lamiera che compone il tetto. La corrente elettrica c’è grazie ad un sistema di batterie e pannelli solari, e l’acqua corrente arriva dal pozzo.

La “Guesthouse” a poche decine di metri, è anche peggio… riservata ai seminaristi, o a visitatori come me, il solaio non lo ha mai visto… sono solo una serie di muri divisori alzati alla bene e meglio, credo su un originale struttura in legno, e un tetto in lamiera che “isola” che è una meraviglia… ovviamente niente corrente o servizi igienici, per fare quel che serve c’è un “accogliente” box esterno…
non vi nego che l’impatto è stato forte, solo una volta mi sono trovato in una situazione peggiore, a dover dormire per terra, e il letto somiglia più ad un amaca che altro, con la rete per le zanzare attaccata con un improbabile sistema di fili (stanotte ad un certo punto mi sentivo un pesce intrappolato nella rete).

A quelli che dicono che mi invidiano quando vedono me in compagnia dei fantastici bambini del posto dico che il pacchetto va preso completo, che la vita qui è tosta, che le nostre comodità in questi angoli del mondo non hanno nemmeno idea di cosa siano, che se il mio primo pensiero, appena arrivato, era sapere se c’era la copertura per internet, dopo poche ore mi sono reso conto che il mio ultimo “problema” al momento è il network debole per comunicare con la “mia” parte di mondo.

Ieri sera mi sono fatto una doccia, fredda, con una bacinella… stamattina alle 4 dovevo far pipì, ma al solo pensiero che mi sarei dovuto liberare dalla rete, uscire prima dalla camera e poi dalla casa, chiusa con un sistema alquanto complesso, uscire fuori e nel buio totale trovare il bagno (o alla peggio farla lì davanti), e poi dopo ritornare dentro, mi è passata la voglia 🙂
Ieri, come qualcuno avrà visto, ho fatto subito amicizia, non appena arrivato, con dei bambini che erano nella missione… subito incuriositi dalla mia presenza abbiamo iniziato a sorriderci a vicenda, parlavano di me, mi squadravano, poi si sono avvicinati e ci siamo scambiati il “5”… non capiscono una parola di inglese, io non parlo il samburu, ma va bene così, forse per questo gli sono simpatico.

Nel pomeriggio ho subito sistemato i canestri e le retine sul vecchio e malandato campo da gioco, e gonfiato un pallone per permettere ai ragazzi di cominciare a giocare… non mi aspettavo tanto entusiasmo, e ovviamente subito la voglia di far qualcosa di più è salita… ma ve ne parlerò nei prossimi giorni, se riuscirò a verificare la bontà di alcune premesse!
Una “fotografia” di ieri arriva dalla piccola fontana all’interno della missione, dove la gente della comunità viene a far rifornimento d’acqua con delle tanniche sulle carriole… per l’intero pomeriggio ho visto entrare a caricare acqua solo bambini e bambine, in genere in 2… il più grande si fermava al campo da basket a guardare chi giocava, il più piccino andava alla fontana a riempire queste grosse tanniche, poi chiamava il fratello maggiore (o la sorella) che caricava le tanniche sulla carriola e assieme andavano via… ne ho aiutato qualcuno di loro, sembravano quasi imbarazzati davanti al fatto che un adulto svolgesse quel lavoro che invece spetta generalmente a loro.

Molto piacevole l’incontro con le suore, 3, tutte di madrelingua spagnola, ma non credo della stessa nazionalità… hanno una bella casetta, curata, con un giardino altrettanto in ordine, e amano gli animali, hanno un cucciolo di pastore tedesco, Terry, di 7 mesi, e due bellissimi gatti, entrambi molto docili… oggi ho avuto la conferma che la prima impressione su di loro è stata giustamente positiva, e sono abbastanza sicuro vi piacerà quello che ho ancora da raccontarvi…. adesso è domenica sera, è quasi ora di cena, anche se il mio diario è “indietro” di 24 ore… fortunatamente ci sono tante cose da scrivere, la sintesi non è mai stata il mio forte, e questa domenica mi ha ulteriormente ridato fiducia, coraggio e voglia di parlarvi dei Samburu, quella voglia che lo scorso anno, a causa dei tanti problemi, mi aveva un po’ abbandonato… e quindi spero di mettermi a pari al più presto, stasera stesso o magari domattina, con il mio diario della domenica!

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