Nuove speranze

La domenica qui in terra d’Africa è sempre un giorno speciale, diverso dagli altri.

E la mia prima domenica a Tuum ne è stata la conferma!
Iniziata in modo un po’ pigro, con un difficile risveglio, è servita una buona colazione per rimettermi in sesto!
L’appuntamento più importante per la comunità cristiana è ovviamente la Santa Messa… l’inizio è fissato alle 10:30, ma già dalle 10 un bel numero di bambini gironzola nella missione e guarda incuriosito l’uomo bianco, faccia nuova da queste parti…

Anche in chiesa, durante la messa, qualche bimbo mi guarda, sorride, e quando ricambio il sorriso vedo i loro occhi illuminarsi ancora di più… i più coraggiosi si avvicinano, cominciano a giocare con le mie mani, con l’orologio, cercano di impossessarsi dei miei braccialetti, e in men che non si dica me li ritrovo seduti sulle mie gambe.
Sono giovani, giovanissimi, non sono interessati alle parole di Padre Gyavira, ma sono lì, come tutti gli altri.

Io della Messa capisco poco o nulla, specie della “predica”, si parla Samburu, e spesso anche il prete, che è keniota ma non Samburu, cerca l’aiuto di un traduttore per arrivare più facilmente alle orecchie di tutti, e infatti mi accorgo che le sue parole sono comunque coinvolgenti, la gente partecipa, interagisce, non dà l’idea di essere lì perché “deve esserci”. E questo mi piace.

Dopo due ore, poco prima che finisca la messa, vengo chiamato sull’altare… non sono del tutto sorpreso, è una normale abitudine da queste parti presentare gli “ospiti”, ma l’emozione è comunque tanta…
Il mio inglese si incarta un po’, non dico tutto quel che vorrei dire, e non so quanto la traduzione in Samburu sia “fedele” rispetto alle mie parole, ma vedo la gente sorridere, e applaudire, e questo non fa altro che aumentare l’emozione.
Pochi minuti dopo siamo fuori dalla Chiesa, e qualcuno, i più coraggiosi, si avvicina per salutare e presentarsi. Non sono più del tutto uno straniero per loro. Gli YOUTH, ossia i ragazzi in quella fascia d’età che c’è tra l’essere adolescenti e “uomini” mi chiedono se nel pomeriggio ci sarà modo di giocare a basket, mentre il comitato organizzatore dello YOUTH FESTIVAL, una grande festa che si fa verso fine agosto, mi chiede un aiuto per le attrezzature sportive per i tornei di basket, calcio e volley.
“Ma certo!!! Sono venuto qui apposta per quello!”

E così dopo un pranzo molto modesto (la domenica la cuoca della missione qui non lavora, quindi ci si cucina da se) al pomeriggio mi sono trovato con un po’ di gente al campo, non prima però di esser andato a visitare la NURSERY SCHOOL gestita dalle suore di cui vi ho accennato ieri… un posto semplice ma allo stesso tempo accogliente, che lascia trasparire amore e attenzione verso i bambini… ho visto un bel playground, fatto con vecchie giostrine in ferro, rimesse in funziona alla buona, e “un’area sportiva” che mi ha fatto brillare gli occhi… un campetto di basket in miniatura, con tanto di mini canestri (tutto fatto con materiale di riciclo), un campetto di “beach volley” e uno di calcetto, tutto a misura di bambini di età compresa tra i 3 e 7 anni.
Suor Alba, una vera forza, colombiana, mi ha chiesto se fossi disponibile a giocare il giorno seguente con i bambini, e per me è stato come un invito a nozze.

Ma torniamo ai nostri YOUTH… Hanno una ventina d’anni, la maggior parte di loro ha frequentato ( e qualcuno anche finito) l’High school, e hanno imparato a giocare a basket proprio nella scuola superiore… sono bravi, ci mettono tanta energia, e si muovono con disinvoltura sul fondo irregolare di terra del campo… la maggior parte di loro gioca scalzi, qualcuno ha le ciabatte, solo Ben, un seminarista, indossa scarpe sportive. Per loro avere qualche pallone e il campo di nuovo in funzione é una vera gioia, non c’è molto da fare da queste parti per divertirsi e passare il tempo.
La vera sorpresa arriva poco dopo, quando Suor Alba si presenta al campo, nello stesso abito in cui l’ho vista fino ad allora, ma con delle scarpe da ginnastica al posto dei sandali…
“C’è posto per me?”

Fantastica… unica donna in mezzo a tutti i ragazzi, ha giocato con grinta e dedizione, con un paio di giocate davvero di buona fattura!
Inutile dirvi la mia sorpresa e la mia felicità. Soprattutto perché ho la sensazione, finalmente, di essere in un posto dove lo sport interessi non solo ai giovani, ma anche a chi si prende cura di loro.
Mi ha spiegato che le mie sensazioni non sono del tutto errate, che lo sport non fa parte della cultura di questo popolo, e che è normale incontrare resistenze e perplessità riguardo questo tipo di attività… ma lei ci crede molto, e mi darà una mano.
Non c’è che dire, il mio umore è decisamente migliore, mi sento rinfrancato, e chiudo la giornata stanco ma soddisfatto… so che qui c’è tanto da fare, che le difficoltà “logistiche” sono infinite per dove ci troviamo, ma lo spirito non manca, e intravedo buone possibilità…

Per di più ieri mattina (lunedì) dopo colazione sono stato con Padre Gyavira a colloquio con l’Head Teacher della Public Primary School, la scuola elementare locale, distante poche decine di metri dalla missione, e c’è stato subito buona disponibilità nel collaborare: in questi giorni che segnano la mia permanenza aTuum daremo modo ai 370 alunni della scuola di “provare” il basket con una serie di allenamenti a gruppi di 1-2 classi per volta (ci sarà da gestire anche 60 ragazzi/e contemporaneamente)Primo appuntamento nel pomeriggio di ieri, con i ragazzi della 4a e della 5a.
Ma prima di loro, come promesso, è il turno della Nursery… in compagnia di Serafino, catechista già conosciuto a Lodungoqwe in passato, e preziosissimo per me in qualità di traduttore, attraverso il paese sotto gli occhi della gente che è in strada a passare il tempo… Serafino mi spiega che qui, a parte la pastorizia, lavoro in pratica non ce n’è, e quindi la gente passa le giornate a non far nulla… le giovani mamme accudiscono i tanti bambini (ne sfornano uno dopo l’altro, cominciando intorno ai 15-16 anni), i ragazzi e gli adulti si raggruppano tra di loro a parlare, bere, in attesa che arrivi qualche chiamata per lavori saltuari… i più anziani invece sono lì a “controllare” la situazione dall’alto del loro ruolo di ELDER… sono i saggi della situazione, coloro che prendono le decisioni importanti, che gestiscono i ritmi della comunità… in futuro cercherò di parlarvi meglio della “organizzazione” di questa comunità, ma ora torno a dirvi della Nursery… quando arriviamo è ora della merenda… ci sono un centinaio di vecchie tazze (120 per l’esattezza) allineate sui gradoni fuori la cucina, e colme di porridge, la bevanda istituzionale che si serve a scuola. I bambini vengono richiamati fuori dalle aule da una campanella suonata da uno di loro, che con orgoglio richiama la scolaresca all’attenzione… come delle furie, correndo, saltano fuori dalle 4 aule, e si allineano ordinatissimi davanti alle tazze… lì aspettano un cenno da parte di una delle insegnanti, che da loro il permesso di prendere le tazze, e così uno alla volta, li vedo avviarsi sotto un albero… da una lunga fila diventano una macchia, 120 piccoli marmocchi, accovacciati a terra, intenti a gustarsi la loro meritata merenda.

Poco dopo è il mio momento, ho portato loro dei palloni, e gli brillano gli occhi, sono strafelici… una parte di loro va al campo di volley, una parte è sulle giostrine, altri al calcio, ma un bel gruppo è con me al basket… giochiamo assieme per oltre 40 minuti, grazie anche alle traduzioni della loro insegnante… sono svegli, sono agili, imparano veloci… passo rapidamente anche tra gli altri gruppi, ed è decisamente una gioia aver speso 2 ore del mio tempo con loro, tanto che oggi l’appuntamento è confermato!

Le suore, felicissime come le insegnanti, mi ringraziano, ma sono io a complimentarmi con loro per la qualità della loro scuola… la maggior parte di questi bambini frequenta gratuitamente l’intero anno scolastico, grazie all’aiuto di alcune associazioni umanitarie che si fanno carico delle spese… la quota di ogni bambino, tra abbigliamento (davvero bella la loro divisa) cibo e “studi” è di circa 70 euro per l’intero anno scolastico, meno di 10 euro al mese, davvero nulla per noi occidentali ma una cifra comunque importante per la gente del posto.Al pomeriggio invece arrivano i ragazzi e le ragazze della primary… circa una 40ina a raccogliere l’invito, tra maschi e femmine, nell’orario scolastico destinato alle attività ricreative.
È bello vedere che la maggior parte di loro, nonostante le difficoltà della lingua (fanno molta fatica con l’inglese, purtroppo) ascolti, provi, si migliori e impari molto velocemente…

Alla fine riesco a metter su anche delle partite di 3vs3, c’è tanto entusiasmo, e spero di far leva su questo per promuovere un progetto che potrebbe esser davvero importante in questo territorio…

Chiudo questo lungo riassunto degli ultimi 2 giorni parlandovi di Bella… in molti mi avete chiesto di lei, sta bene, anche se qui il cane non è visto come un animale domestico come da noi, ma solo come un cane da “guardia”… la sto coccolando un po’, mi segue come un ombra, non si stacca da me un attimo, e sono riuscito anche a farla dormire per due notti al coperto, a darle del buon cibo, ma non voglio viziarla, si è legata molto, troppo, e ho paura che tra pochi giorni possa soffrire per la mia partenza, e quindi mi sto sforzando di educarla a fare in modo da essere autonoma e indipendente… è molto più giocosa e meno spaventata di prima, ha la faccia davvero simpatica, è adorabile, ma è un animale, e quindi per loro tale deve rimanere… che ci piaccia o no, questa è la vita nella savana, queste sono le regole qui, e sarebbe presuntuoso volerle cambiare…
spero che dai miei racconti vi arrivi, nonostante la stanchezza, la soddisfazione per aver ripreso un discorso che, almeno in parte, lo scorso anno avevo dovuto interrompere… mi piace passare il tempo con la gente, interagire, scambiare idee, opinioni, ma c’è sempre da tenere presente da dove si arriva, e soprattutto dove ci si trova, e cercare di fare del proprio meglio per migliorare una condizione senza alterare certi equilibri… ora è tempo di andare, mi aspettano i bimbi della primary per una nuova giornata di allenamenti.